mercoledì 6 agosto 2014

In cucina con Gabryo IV - Mum's Muddica-filled Pepperoni

E ora voi direte: "Ma quante cose ha da dire questo giovane uomo sul mondo che lo circonda!". E invece no, ricette. SEMPRE E SOLO RICETTE CHE MANCO BENEDETTA PARODI.

Ma cominciamo subito. L'altro giorno mia madre stava cucinando e, un po' perché mi andava e un po' per meritarmi un minimo il suo amore incondizionato, mi sono offerto di aiutarla.
E VOI, GIOVINETTI! Se come me non riuscite a esprimere apertamente l'affetto che provate per i vostri genitori (perché lo provate) fatelo velatamente facendoci cose assieme, anche vaccate come cucinare o riparare cose. Viene fuori una cosa bella e imparate anche tante cose.

Ad ogni modo chi ha mangiato a casa mia sa che la cucina di mia madre è materia di leggenda quindi comprenderete che questa ricetta (come eventuali altre ricette imparate dalla Somma Madrestra) è un piccolo tesoro che voglio condividere col mondo ( o, per meglio dire, con quei due cagnetti graziosi che leggono questa cacata. Vi voglio bene. Bau!).

Ora molti di voi diranno: "Io sono foorte! Ho capito che ricetta è. Ma vedi che pepperoni in inglese non sono i peperoni ma il salame piccaaaaanteh! Vedi che io c'ho il Trinity!"
Primo: ho chiesto a wordreference e lui mi sembra parecchio confuso (quasi quanto me) su cosa sia un peperone; secondo: bravo, le certificazioni sono importanti e fanno curriculum; terzo: se gli americani non sanno parlare non è colpa mia. L'ignoranza riguardo il nome dei cibi in inglese invece sì e me ne prendo tutta la responsabilità che tanto è gratis.

A proposito di questo errore linguistico americano magico, ne approfitto per fare pubblicità ad una giovane youtuber in erba (che, tra l'altro, conosco di persona. Perché capito io nel tempo libero conosco gli gliutubber e parliamo di visualizzazioni  e di cose capito importanti e di format e di banner e di FANZ) che in uno dei suoi ultimi vlog riguardante lo sbarco in Normandia (parliamo di Normandia in provincia di America, USA non certo di quella in Francia o in provincia di Viterbo) puntualizza proprio questo FATTO (paroloni ricercatissimi che manco Piero Angela) e molto altro.
Dato che mi piace prendermi in giro da solo tra parentesi non si è capito un beneamato per cui faccio prima a linkare qui i due canali di Nicole Bullet: nel primo troverete cose e video vari tra vlog e cose (descrizioni che manco Tolkien) tra cui la sua canzone originale ispirata a The Fault in Our Stars che io non conosco (il libro, la canzone la conosco) ma che ho comunque apprezzato; si perché canta e scrive canzoni pure. Meglio di Ambra Angiolini ai tempi d'oro (molto meglio XD).
E ciò ci porta al secondo canale dove potrete trovare covers, canzoni originali e ukulele che non guasta mai.
Comunque vi consiglio di darci un'occhiata perché è davvero brava e penso che meriti un po' di visibilità (per quanto questo post possa darne): personalmente mi ricorda Marceline di Adventure Time, probabilmente perché si scrive le canzoni.

CANALO PRINCIPALO
CANALO MUSICALO
PAGINA FACEBOOK

E direte: "EHI, MA E' IN INGLESE!PERCHE'?!"
Ora vi spiego: dovete sapere che Nicole nasce in Mozambico, dove si sa che la lingua madre è l'armeno, e solo dopo due corsi di francese, un premio alla miglior sceneggiatura, cinque trasformazioni in giaguaro e tre lezioni di cucito prese da tre elettrauto peruviani differenti dislocati lungo tutta la Penisola Iberica diventa italiana. Alla luce di ciò è chiaro il motivo per cui i video siano in inglese. E comunque lo spiega in uno dei suoi primi video, un motivo in più per vederli.

In tutto questo non ho chiesto il permesso di linkare cose ma, capito, male che vada mi prendo una boffa e modifico il post.
E invece l'ho chiesto quindi NO BOFFE FOR TODAY.
Chiusa quest'enorme parentesi della rubrica che chiameremo PUBBLICITA'DIROBACHEMIPIACEMACHEPOCHICONOSCONO possiamo iniziare a ricettare.

INGREDIENTI:
- Un numero imprecisato di peperoni verdi e gialli, professori lalligalli (anche rossi se volete, noi avevamo quelli);
- Muddica (pangrattato) che potete trovare in frigo;
- Fontina, possibilmente con della muffa random sopra da levare;
- Prosciutto a cubetti di quello a cubetti;
- Melanzane a cubetti fritte facoltative (non quelle fritte obbligatorie che sono pesanti);
- Sale e pepe <3;
- Una mamma che sta friggendo le melanzane a cubetti per il pranzo;
- Ogghio (olio);
- Un coltello. Se l'avete, il vostro preferito ma che sia piccolo/medio;
- Una padella piccola;
- Ciotolone e tagliere;
- Formaggio grattuggiato a scelta: noi abbiamo usato del grana ( o forse era parmigiano, sapiddu);
- Una teglia d'alluminio ( va bene anche normale, basta che vi piaccia);
- Delle mani di quelle con le dita, preferibilmente pulite o almeno lavabili.

PROCEDIMENTO (Mettete che sono passate tipo due settimane quindi ricordo poco.):

Non sapendo né leggere né scrivere io comincerei lavando le mani. Tanto è gratis.

Una volta pulite le nostre estremità partiamo preparando la Muddica. Prendete la padella e scafuddateci il pangrattato: teoricamente dovrebbe essere abbastanza da riempire i vostri peperoni ma fondamentalmente è una quantità a muzzo nell'ordine di grandezza del fottìo. Un fottìogrammo, praticamente.
Aggiungete una quantità importante di olio (non troppo: dovete creare una sorta di flebile Missisipi che percorra le Montagne Muddicose) e accendete il fornello.

Smurritiate con un cucchiaio di legno in modo che la muddica non si attacchi alla padella e tostatela finché non diventa dorata emanando quell'odore che evoca gli angeli.
Durante quest'operazione non dimenticate di bruciarvi la mano con l'olio schizzevole proveniente dalle melanzane che vostra madre sta friggendo accanto a voi: questo passaggio è importante perché il dolore che proverete andrà ad aumentare l'intensità dell'esperienza e vi formerà interiormente. Se vostra madre non sta friggendo le melanzane, avete culo.

Pronta la base per il nostro magico ripieno è il momento di arricchirlo con porcate: versate la muddica in un ciotolone, prendete il prosciutto a cubetti dal freezer (magari mezz'ora prima così scongela) e gettateglielo sopra con impeto. Nel nostro caso era fresco ma se il prosciutto è di quello inscatolato da banco frigo forse necessiterà di una rapida cottura in padella: prendete un padellino, cafuddate il prosciutto (con un filo d'olio) e via con la fantasia.

Prendete la fontina e, se è presente, tagliate via un bello strato di muffa ( dimezzandone il peso) con un coltello random dopodiché lavate le mani e usate il vostro coltello preferito ( o il coltello random accuratamente lavato) per tagliare a cubetti il formaggio (che poi va bene anche tagliato alla stramuzzo).
Se non è presente lo strato di muffa dovete aspettare che si formi (e intanto io mi farei un panino) o vi tocca saltare un passaggio.
A questo punto buttate nel ciotolone fontina smuffata, prosciutto (già fatto), tre cucchiaiazzi di parmigiano e, se non avete avuto culo durante la preparazione della muddica, un po' di melanzane fritte a cubetti preparate da vostra mamma che male non fanno.
Se vi piace potete aggiungere dell'uvetta, a me non piace ma l'abbiamo aggiunta lo stesso per sbaglio.
Aggiungete sale e pepe manco fosse Natale e amalgamate bene con un cucchiaio di legno o con le vostre manine sante e, possibilmente, pulite.

Finito il ripieno mangiucchiate un po' di mollica dalle mani che è sempre bello e poi lavatele che vi piace.
Se siete proprio hardcore fatevi prendere da un'attacco di furiosa curiosità e annusate il pangrattato che vi entrerà prontamente e in profondità nel naso causandovi problemi di respirazione per diversi minuti ma permettendovi di eseguire una perfetta imitazione del suono di un ingranaggio bloccato.

Quando avrete recuperato a pieno le vostre capacità respiratorie (ma anche prima) prendete i peperoni e lavateli per bene con dell'acqua.
Prendete un coltello di modeste dimensioni ed eseguite un'incisione tutto attorno al pirulo del peperone, come se voleste asportare un capezzolo, creando così un'apertura nel peperone ed un comodo tappo (che sarebbe il capezzolo asportato, per intenderci). Conservate quest'ultimo che può sempre servire (e infatti servirà).
Se non risucite a fare un'incisione degna di questo nome annunciate la resa ricevendo da  vostra madre un "Sì, però devi imparare" che vi spronerà a riprovare.
Tagliate via dall'interno del peperone le parti bianche con i semini e lavate anche l'interno con acqua.

A questo punto prendete uno dei peperoni e con la delicatezza che ha reso noti i guerrieri vichinghi riempitelo di  muddica stando attenti a prendere più condimento possibile cosicchè possiate arricriarvi durante la fase di mangiamento.
Dopo ogni aggiunta compattate il ripieno col vostro dito preferito in modo tale da non lasciare spazi vuoti ed utilizzare l'intero volume fornito dal peperone.

Una volta finito tappate i peperoni con i tappi prima ricavati asportando capezzoli e poggiate i peperoni sulla teglia.
Mettete dell'olio su ogni peperone ripieno e massaggiateli delicatamente (possibilmente canticchiando "Unchained Melody" o "Careless Whisper") finché non si crea un feeling speciale tra di voi.
Il vostro amore (e un po' anche l'olio) impedirà che l'esterno risulti troppo secco dopo la cottura.

Fase di riempimento magico della situazione peperonica


Infornate alla temperatura di 160 °C e lasciate cuocere per un tempo imprecisato. Onestamente non ne ho idea perché li abbiamo preparati a pranzo e mia madre li ha infornati di sera mentre facevo altro.

Ciò che so è che saranno pronti quando supereranno il test della forchetta: infilzate delicatamente con la forchetta un peperone; se esso oppone resistenza e la forchetta non penetra con facilità ha ancora bisogno di cuocere. Ovviamente non punzecchiate sempre lo stesso punto: al peperone non piace e non si ottiene una misura attendibile.

A questo punto i vostri buonissimi peperoni saranno pronti e potete strafogarveli (tanto avete una vita per digerire).

Foto dei peperoni pronti fatta di nascostissimo che proprio un ninja.

Se come me non amate l'uva sultanina questo piatto offre un innovativo sistema d'intrattenimento: il fantastico gioco "Scarta l'uvetta" in cui dovrete catturare tutti i cospiratori che mirano alla conquista del regno di Pepperonio per poi consegnarli alla giustizia (nel  caso particolare, mio padre) che se li mangerà.

Spero abbiate gradito questa ricetta, come sempre ultradietetica, e fatemi sapere (se la provate) come vi pare e come l'avete personalizzata!

Il prossimo post sarà un numero speciale Limited Edition con un fantastico ospite che possibilmente scriverò quando l'ospite mi ricorderà che minchia abbiamo combinato per quel pranzo perché non me lo ricordo.

Cià.

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